Training fisico preventivo e terapeutico


Numerosi studi condotti su un gran numero di dati epidemiologici, sperimentali e clinici, hanno fornito evidenze inequivocabili e definitive sulle capacità dell’attività fisica di ridurre la morbilità e la mortalità legata a malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche ed oncologiche e di migliorare le prestazioni fisiche e la qualità di vita di chi la pratica. L’attività fisica, inoltre, sembra in grado di ridurre significativamente il rischio di sviluppare depressione.

Tra questi studi, molti hanno dimostrato gli effetti positivi di un programma di esercizio fisico sulla storia naturale delle patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche ed oncologiche, oltre che sulla loro prevenzione.

Per le ragioni appena esposte ed accettate dalle più prestigiose Società Scientifiche internazionali (American Heart Association, American College of Sports Medicine, Royal College of Physicians of London, OMS), l’attività fisica viene proposta in molti i programmi di prevenzione sia primaria che secondaria.

Appare importante sottolineare che, affinché se ne abbiamo benefici in termini di salute, l’attività fisica praticata deve essere adeguata, appropriata e corretta. Vale pertanto la pena di porre l’accento sul fatto che la prescrizione dell’esercizio fisico nei soggetti sani e ancor di più in quelli affetti da patologie è un atto delicato e non privo di rischi e presenta le stesse responsabilità della prescrizione di un atto chirurgico, di una dieta o di un trattamento farmacologico.

Infatti, ferma restando l’esistenza di numerosi vantaggi per i soggetti che praticano attività fisica, non bisogna trascurare le molteplici controindicazioni all’esercizio e dimenticare che un training mal condotto può avere effetti negativi sulla salute. 

 

Attenzione!

L’esercizio fisico si propone come mezzo preventivo e terapeutico fisiologico, efficace ed a basso costo, ma non esente da possibili rischi, i quali devono essere opportunamente valutati tanto quanto i benefici.


In analogia a quanto avviene per un farmaco, infatti, il nostro organismo risponde alla “somministrazione” dell’esercizio fisico, con aggiustamenti respiratori, cardiovascolari, umorali, del sistema nervoso autonomo, ormonali, muscolari ed osteoarticolari, in funzione del tipo di esercizio applicato e della condizione fisica e di salute del soggetto che lo esegue.

Pertanto, in analogia a quanto avviene per un farmaco, appare appropriato che sia il medico ad occuparsi di prescrivere correttamente l’attività fisica ad un soggetto sedentario, sano o affetto da qualsivoglia patologia, tenendo presente che i diversi tipi di esercizio fisico e di sport hanno sull’organismo fisiologici effetti respiratori, cardiovascolari e metabolici acuti (aggiustamenti) e cronici (adattamenti) e che questi aggiustamenti ed adattamenti possono determinare effetti sfavorevoli (fisiopatologici) a carico dell’apparato cardiovascolare, ma anche a carico di altri apparati, primo tra tutti quello locomotore.

In atto, esistono due figure mediche accademicamente formate per occuparsi del movimento: il medico dello sport ed il fisiatra.

Il Medico Specialista in Medicina dello Sport e dell’esercizio fisico si occupa prevalente della tutela della salute di chi pratica attività sportive.

Il Medico Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa, invece, si occupa prevalentemente delle disabilità congenite ed acquisite, coordinando e conducendo il lavoro di un team di riabilitazione di un Progetto Riabilitativo Individuale condotto, di norma, per un breve periodo dopo un infortunio o un intervento chirurgico.

Esistono, numerose norme giuridiche che riconoscono espressamente all’attività fisico-sportiva il ruolo di pratica “diretta alla promozione della salute individuale e collettiva” e tra queste, anche la Legge 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), con cui “la tutela sanitaria delle attività sportive” viene esplicitamente indicata come obiettivo del SSN (art. 2/II, lettera e).

Purtuttavia, mi spiace dirlo, la formazione accademica che qualifica alla professione di Medico di Medicina Generale, e che mi consente di lavorare in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale dal 2007, non prevede che lungo il percorso formativo si acquisiscano competenze ed abilità prescrittive della terapia fisica preventiva e terapeutica.

Succede, però, che è proprio durante l’esercizio della mia attività professionale quale Medico di Medicina Generale in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, che ogni giorno, da anni, giungono alla mia attenzione assistiti affetti da patologie per cui la letteratura scientifica internazionale sottolinea i benefici che potrebbero loro derivare da una regolare, adeguata e corretta pratica dell’attività fisica e per aiutare i quali ho deciso che dovevo fare di più.  

E’ per tutte le ragioni sopra esposte che, giorno dopo giorno, ho maturato la scelta di formarmi e qualificarmi per poter professionalmente occuparmi di nutrizione e allenamento fisico a scopo preventivo e terapeutico.

A mio avviso, la figura del Medico di Medicina Generale e Personal Trainer può, infatti, colmare la lacuna dei programmi universitari e di specializzazione medica che in atto non contemplano corsi professionalizzanti circa l’applicazione clinica e la prescrizione dell’esercizio fisico nei soggetti che più ne hanno bisogno, ovvero quelli affetti da obesità, diabete, patologie cardiovascolari e respiratorie e di tipo ortopedico successivi ad infortuni trattati con fisiochinesiterapia e stabilizzati.



Paola Micale 2019 - Contatti

 
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